Il melanoma, il più aggressivo tumore della pelle arretra di fronte alle ultime scoperte della ricerca scientifica. I risultati di uno studio condotto a livello mondiale mostrano un significativo miglioramento nella sopravvivenza dei pazienti in fase avanzata di malattia, tramite l’impiego di un anticorpo monoclonale di nuova generazione che va ad attivare il sistema immunitario.
Se probabilmente questa notizia potrà avere un impatto mediatico importante, in vista anche dell’arrivo del sole estivo, è importante sottolineare come la corretta prevenzione, volta a limitare l’esposizione al sole, sia fondamentale nel fronteggiare questo temibile tumore.

La nostra cute può andare incontro ad una delle degenerazioni maligne più aggressive in grado di colpire il nostro organismo e che, annualmente in Italia, vede l’identificazione di circa 10 nuovi casi ogni 100.000 abitanti. Il melanoma, ritenuto fino a pochi anni addietro una neoplasia pressochè rara, mostra ora una costante crescita, tanto che la sua incidenza è quasi raddoppiata negli ultimi 10 anni. Colpisce prevalentemente soggetti di età compresa tra i 30 ed i 60 anni, risultando decisamente più frequente nei soggetti di origine europea.

Il melanoma è un tumore maligno che si origina da specifiche cellule della cute, dette melanociti. Il melanocita è una cellula deputata alla sintesi di melanina, sostanza che oltre a pigmentare la pelle, esercita una funzione protettiva dai raggi solari. La prognosi è strettamente legata allo spessore che il melanoma ha raggiunto nella pelle al momento della diagnosi e della successiva asportazione. Tendenzialmente i melanomi si formano a livello del tronco, delle gambe, del viso mentre risultano meno comuni sulla testa e sul collo.

In termini di prevenzione, è importante limitare l’esposizione solare, evitando soprattutto le ore più calde della giornata, in particolare per le persone con pelle più chiara. Tuttavia, nel momento in cui si innesca la degenerazione maligna del melanocita diventa fondamentale, a fronte dell’aggressività spesso manifestata da tale tumore, poter disporre di terapie mirate ed estremamente efficaci.

Sulla prestigiosa rivista scientifica “New England Journal of Medicine”, sono stati presentati gli incoraggianti risultati di uno studio mondiale per la cura del melanoma.Un anticorpo monoclonale (ipilimumab) di ultima generazione è stato impiegato su circa 600 pazienti, in uno studio sperimentale di fase 3, dimostrandosi in grado di attivare specificatamente le cellule T del sistema immunitario, contro le sole cellule tumorali. Uno studio di fase 3 rappresenta l’ultimo passo prima della registrazione ed autorizzazione alla vendita di un farmaco.

Lo studio dimostra come la nuova molecola sia in grado di migliorare la sopravvivenza del 34% in pazienti colpiti da melanoma in fase avanzata, rispetto a quelli trattati con un vaccino peptidico. Tuttavia la nuova terapia non è stata esente da effetti collaterali sia lievi (diarrea) che gravi (sono stati registrati 14 decessi).

La molecola ipilimumab, sebbene il suo uso non sia stato ancora approvato a livello clinico nella cura del melanoma, sarà disponibile per una fascia di pazienti, selezionati in base all’estrema gravità del tumore (uso compassionevole del farmaco).
A fronte di questi dati, si aprono quindi nuovi e promettenti scenari per la terapia del melanoma in fase avanzata.

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