Il Ministero della Salute ha, per la prima volta in modo ufficiale, sancito la piena autonomia del biologo nella stesura di profili nutrizionali.

La nutrizione è la scienza che studia il rapporto tra le abitudini alimentare e lo stato di salute di una persona. Essa si basa sul principio che il mantenimento del corretto stato di salute si raggiunge equilibrando, nel giusto rapporto, l’assunzione di principi nutritivi differenti, quali glucidi, lipidi, proteine, vitamine.
Uno dei principali disordini, a seguito di una scorretta nutrizione, è rappresentato dal sovrappeso che può poi portare all’obesità. Stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità indicano che per il 2015 gli adulti in sovrappeso saranno circa 2,3 miliardi e gli obesi più di 700 milioni, mentre in Italia emerge come sovrappeso e obesità in età evolutiva non siano un fenomeno raro. Dati epidemiologici riferiti al 2008, mostrano come il 24% dei bambini risulta in sovrappeso e il 12% è obeso: le conseguenze di questa situazione potranno essere percepite solo negli anni futuri.

Il settore della nutrizione, per la sua intrinseca multidisciplinarietà, fin dall’inizio ha visto convergere al suo interno una molteplicità di competenze, da parte di figure professionali diverse tutte ascrivibili all’ambito sanitario. Questo interazione sul campo ha certamente e positivamente contribuito alla divulgazione del concetto di Nutrizione.

In questo senso, il Ministero della Salute, tramite il Consiglio Superiore di Sanità che ne rappresenta l’organo di consulenza, ha delineato, per la prima volta in modo ufficiale, le competenze del biologo in materia di nutrizione. In tale parere ufficiale, viene sancito che il biologo può elaborare diete rivolte ai soggetti sani, con il fine di migliorare o mantenere il loro benessere fisico. A questo, si affianca la possibilità a tutti gli effetti di definire profili nutrizionali a “soggetti cui è stata diagnosticata una patologia”. Il parere ministeriale correttamente precisa come questo debba essere preceduto da un “accertamento delle condizioni fisio-patologiche effettuato dal medico chirurgo”.

Vengono inoltre chiaramente distinte le competenze del dietista da quelle del biologo: il primo può solo agire in collaborazione con il medico, mentre il biologo può, in modo completamente autonomo, elaborare profili nutrizionali.
Quindi, tale autonomia operativa del biologo sussiste fintanto che non si sospetti la presenza di qualche patologia a carico del cliente: in questo caso, il biologo deve astenersi da qualunque indicazione nutrizionale, rimandando il cliente-paziente alle competenze del medico.

E’ auspicabile che questo parere ministeriale, offrendo al cittadino-paziente indicazioni sempre più precise sulle competenze delle diverse figure sanitarie in materia di nutrizione, possa contribuire alla piena valorizzazione di tutti quegli aspetti, sia fisici che comportamentali, volti al benessere della persona.
(da Roberto Insolia – Comunicati-Stampa.net)

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