Una ristretta ma altamente specifica popolazione di cellule staminali è responsabile del melanoma, il più aggressivo tumore della pelle.

Il melanoma rappresenta una delle patologie tumorali più aggressive in grado di colpire il nostro organismo: è il tumore della pelle che attualmente interessa oltre 100.000 persone nel mondo, la cui incidenza è aumentata del 15 per cento negli ultimi dieci anni
In Europa, il melanoma mostra tassi di incidenza più alti fra gli abitanti dei Paesi del Nord, con carnagione e occhi chiari. Annualmente in Italia, si ha l’identificazione di circa 10-12 nuovi casi ogni 100.000 abitanti.

L’esposizione solare intensa, soprattutto nelle ore più calde della giornata e spesso concentrata in poche settimane all’anno, rappresenta il più importante fattore di rischio.

PROGNOSI
La prognosi del melanoma cutaneo, cioè la velocità di accrescimento della massa tumorale, è strettamente legata allo spessore che esso ha raggiunto nella pelle, al momento della diagnosi e della successiva asportazione.
Negli ultimi anni la sopravvivenza a questo tumore è significativamente migliorata.

Attraverso capillari campagne di prevenzione e lo sviluppo di tecniche diagnostiche sempre più sensibili, è infatti possibile arrivare a fare diagnosi molto precocemente, quando cioè il melanoma non ha ancora raggiunto lo spessore di un millimetro. In questi casi la prognosi è molto favorevole, con tassi di sopravvivenza fra l’87% e il 97%. Nel momento in cui lo spessore della massa tumorale è superiore ai tre millimetri, la sopravvivenza può scendere al 50%.

CELLULE STAMINALI TUMORALI
Per definizione, la cellula staminale è una cellula altamente indifferenziata, con spiccate capacità replicative che la rendono virtualmente immortale.

Tradizionalmente, il meccanismo patogenetico alla base dello sviluppo tumorale prevede l’accumulo di una serie di mutazioni casuali, a livello del DNA della cellula, che in ultimo portano la cellula stessa ad una replicazione incontrollata.
Si ritiene che la cellula staminale tumorale, detta anche cellula zero, costituisca l’origine stessa di questo processo, rappresentando l’ultimo e più maligno baluardo del tumore nei confronti delle terapie farmacologiche.
Queste cellule staminali, pur rappresentando una parte minoritaria del pool di cellule tumorali, presentano un tasso di crescita molto inferiore rispetto al resto della massa tumorale. Questa aspetto consente loro di eludere l’azione della maggioranza dei farmaci antitumorali.

Quindi, dopo l’apparente eradicazione del tumore e la sospensione della terapia farmacologica, le cellule staminali tumorali sono in grado di replicarsi, generando velocemente nuove cellule cancerogene. Nella maggior parte dei casi, addirittura queste nuove cellule danno origine ad un tumore anche più aggressivo del primo.

CELLULE STAMINALI NEL MELANOMA
Fino ad oggi, non erano state identificate le cellule staminali all’interno del melanoma.

Un gruppo di ricercatori della Stanford University School of Medicine in California ha pubblicato sulla rivista Nature la prima identificazione di cellule, classificabili come staminali, all’interno del melanoma, il più aggressivo tumore della pelle.

La molecola CD271 è stata infatti usata come lo specifico marcatore della presenza delle cellule staminali nel melanoma.
Le cellule staminali, CD271 positive sulla loro membrana, risultano invece prive di altre molecole, impiegate come specifici bersagli dei farmaci antitumorali, solitamente utilizzati nella cura del melanoma.

I ricercatori californiani hanno dimostrato le capacità replicative in senso tumorigenico delle cellule CD271 positive: infatti, queste cellule staminali sono in grado di generare un melanoma, da frammenti di cute umana trapiantati nel modello sperimentale del topo. Al contrario, cellule CD271 negative non sono in gado di generare alcun tessuto tumorale.

PROSPETTIVE FUTURE
Per lungo tempo si è pensato che l’aggressività e la resistenza alle terapia farmacologiche, proprie dei tumori, fossero dovute alle caratteristiche stesse delle cellule maligne.
Oggi, sia nel melanoma che in altri tumori, si sta gettando nuova luce sull’essenza stessa della loro malignità ed invasività.

All’interno della popolazione di cellule tumorali, vi è un gruppo esiguo di cellule staminali, certamente immune a molte terapie adottate finora ed in grado di generare nuove cellule cancerogene. La scoperta di queste staminali, consentirà di focalizzare la ricerca di nuove terapie testando direttamente la resistenza di queste cellule.

Dopo il recente annuncio al congresso mondiale di oncologia svoltosi a Chicago (46° Congress of the American Society of Clinical Oncology, ASCO) dell’efficacia di un anticorpo monoclonale (ipilimumab) nell’attivare il sistema immunitario contro il melanoma, complessivamente, a fronte anche delle nuove conoscenze sulle cellule staminale tumorali, si aprono nuovi e promettenti scenari per la terapia del più aggressivo tumore della pelle.
(da Roberto Insolia – Comunicati-Stampa.net)

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