Quando il cane è ansiosoUn recente studio inglese suggerisce come le evidenze sperimentali emerse dagli studi di psicologia nella specie umana siano valide anche per i cani: lo stato emotivo condiziona il modo in cui si affrontano le situazioni. Cani che soffrono di ansia da separazione possono mostrare comportamenti patologici distruttivi, poichè hanno alla base degli stati emotivi negativi.

L’ansia nella specie umana identifica uno stato psicologico e fisiologico che coinvolge diverse componenti, fra cui quelle cognitive, emotive, somatiche e comportamentali. L’alterazione di una o più di queste componenti può creare una sensazione spiacevole, solitamente riconducibile a disagio, preoccupazione, paura.

Lo stato ansiogeno spesso può insorgere senza che sia possibile individuarne la specifica causa o comunque uno stimolo scatenante. Al contrario, la sensazione di paura insorge a seguito di un fattore scatenante identificabile, la minaccia.

Una possibile e fisiologica risposta alla paura è rappresentata dall’azione della fuga. Nell’ansia invece le minacce, reali o presunte, sono vissute come incontrollabili e pressochè inevitabile.

Tuttavia, l’ansia può anche essere considerata come un meccanismo evolutivo sviluppato dal cervello, con lo scopo di proteggere l’individuo dalle minacce, provenienti dalla realtà circostante. L’ansia è quindi un’emozione, con connotati positivi, volti ad allontanare il nostro organismo da situazioni potenzialmente spiacevoli o pericolose.

BASI BIOLOGICHE DELL’ANSIA
Dal punto di vista neurologico, si ritiene che l’amigdala e l’ippocampo siano implicati nell’insorgenza e nella percezione dell’ansia. E’ questa una condizione psico-fisica estremamente complessa, in cui possibili substrati genetici predisponenti potrebbero influenzarsi fra loro, andando poi ad interagire con molteplici fattori ambientali.

Recentemente nell’uomo, polimorfismi in alcuni geni coinvolti a livello cerebrale nelle vie biochimiche di sintesi e regolazione della serotonina sono stati associati con l’insorgenza dell’ansia. La serotonina, uno dei principali neurotrasmettitori del sistema nervoso centrale, è coinvolta nella modulazione dell’umore, dell’appetito, del sonno e di alcune funzioni cognitive.

Oggi si ritiene che il cervello dell’uomo, durante la vita fetale, vada incontro a precise trasformazioni strutturali e funzionali, regolate su base genetica, che consentono poi di sviluppare molteplici sistemi di difesa, fra i quali quelli che in determinati momenti della vita adulta potrebbero portare all’insorgenza dell’ansia.

QUANDO IL CANE SI AGITA

Cosa c’è di meglio di un cane che, lasciato solo, si accomoda serenamente nella propria cuccia, aspettando il rientro del padrone? Questo non rappresenta semplicemente un motivo di gioia per il suo proprietario, ma è un preciso esempio di cane equilibrato.

Perchè invece circa il 50% della popolazione canina in Inghilterra, sembra non accettare di essere lasciata sola, neanche per poco tempo? Questi cani manifestano, anche transitoriamente, dei comportamenti indesiderati di tipo ansiogeno, strettamente legati alla separazione dal padrone, iniziando ad abbaiare senza sosta, distruggendo gli oggetti della casa, facendo i bisogni sui tappeti, scavando in modo ossessivo in giardino.

Uno studio, condotto presso Università di Bristol e finanziato da una delle maggiori associazioni animalistiche inglesi (RSPCA), ha definito nuovi e importanti aspetti in merito ai meccanismi mentali propri del cane.

Ciò che emerge sembra confermare consolidate conoscenze ottenute attraverso gli studi di psicologia nell’uomo: lo stato emotivo basale condiziona il modo in cui vengono affrontate le situazioni.

Quello che oggettivamente è un evento neutro e normale, cioè il padrone che esce di casa, può essere vissuto in modo completamente diverso dal cane, a seconda del suo stato emotivo in quel momento.

Mike Mendl, responsabile della ricerca, ha dichiarato: “Possiamo utilizzare le conoscenze a livello della psicologia umana per sviluppare nuovi modi di misurare le emozioni degli animali. Sappiamo che lo stato emotivo di una persona influenza i giudizi che quotidianamente essa formula e che le persone felici hanno più probabilità di giudicare una situazione ambigua come positiva”.

Complessivamente, lo studio fornisce nuove conoscenze sui meccanismi emozionali dei cani, migliorando la nostra comprensione degli specifici stimoli, responsabili di anormali risposte comportamentali, legate all’ansia da separazione.

Lo studio, condotto su 24 cani sia maschi che femmine, ha mostrato come gli animali che mostrano comportamenti ansiogeni legati alla separazione dal padrone, sono gli stessi che, nel corso di specifici esperimenti allestiti dai ricercatori, nutrono meno speranze di trovare una ciotola piena di cibo. Al contrario quei cani, che solitamente rimangono tranquilli se lasciati soli, corrono sempre speditamente verso la loro ciotola, speranzosi di trovarla piena di cibo.

E’ noto come molti cani vengano abbandonati perché soffrono di ansia da separazione, mostrando comportamenti patologici e distruttivi. In altri casi invece, i proprietari giudicano positivamente quei cani che, lasciati soli, mostrano un comportamento ansioso perchè ritenuto indice di attaccamento al loro padrone.

Ricerche di questo tipo suggeriscono invece come questi cani possano avere alla base degli stati emotivi negativi, e quindi sia importante diagnosticarli per poi intraprendere idonei trattamenti per migliorare il benessere dei cani stessi e favorirne l’equilibrata convivenza con l’uomo.

(Roberto Insolia – Comunicati-Stampa.net)

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