febbraio 2011


Ricercatori dell’Università di Milano hanno identificato il gene responsabile della contrazione e della frequenza cardiaca. Questo potrà avere importanti implicazioni per lo sviluppo di nuovi farmaci antiaritmici.

“Cuore matto, matto da legare” cantava Little Tony. Questo significa che nel nostro muscolo cardiaco tutto avviene in maniera un po’ casuale? E poi, sembra tutto così scontato: il cuore batte più forte quando siamo emozionati; batte più forte quando corriamo; batte più piano quando stiamo dormendo. Ma perché questo accade? Perchè il cuore batte, sempre?

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Anthornis melanura, l'uccello campana. (Cortesia: Dave O)

 

Le conseguenze per le piante.

Le piante fanno tutto da sé e sono dette autogame. Quando invece ricorrono all’aiuto del vento, dell’acqua, degli insetti o degli uccelli sono dette allogame: stiamo parlando dell’impollinazione, cioè di quel meccanismo riproduttivo nel mondo vegetale che prevede il trasporto del polline dall’organo sessuale maschile a quello femminile della stessa pianta o di piante diverse. Volendo concentrarci proprio sulle allogame, possiamo dire che c’è differenza fra l’affidare il proprio destino riproduttivo al vento piuttosto che a un animale. Perché il vento soffia da sempre e continuerà a farlo (con ragionevole e scientifica certezza), ma un altro essere vivente, prima o poi… potrebbe scomparire dalla faccia della Terra. In questo caso, quale sarebbe il destino della pianta “riproduttivamente” legata all’animale estinto?

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Tutti sono d’accordo sul fatto che è buona prassi allattare al seno, da subito. Uno studio inglese mette in discussione, invece, quando smettere. Forse è meglio non andare oltre i quattro mesi.

Una donna diventa madre, inizia ad allattare al seno il proprio figlio e probabilmente vive una delle esperienze più belle della vita: perché non si tratta semplicemente di nutrire il bambino, è un processo attraverso il quale si rafforza il legame madre-figlio, va oltre la pura scienza medica. Ma quando, dal punto di vista dei benefici nutrizionali per il piccolo, è opportuno smettere?

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Esempio di manufatti litici (Cortesia Didier Descouens).

 

Homo sapiens è partito 125 mila anni fa. Forse.

Sarà che si parla di Africa, la nostra patria antropologica. Sarà che il viaggio raccontato nell’articolo pubblicato su “Science” può suscitare ricordi biblici. Comunque la lettura della ricerca condotta dall’antropologo tedesco Hans-Peter Uerpmann, della Eberhard Karls Universität di Tübingen, in Germania, gode di un certo fascino.

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Frutto e semi di Theobroma cacao (da Köhler's Medizinal-Pflanzen, 1887)

Svelati i genomi del cacao e della fragola.

 

Ai giovani apprendisti sui banconi dei laboratori e ai futuri ricercatori, pronti a muovere le mani e le menti in mezzo a provette, reagenti di biologia molecolare e DNA spesso si dice che stare in laboratorio è un po’ come stare in cucina. Nel senso che bisogna preparare con le proprie mani ciò che poi verrà analizzato con gli strumenti e con la propria testa. Sarà anche vero… Tuttavia si maneggiano acidi, basi, enzimi: insomma niente di molto appetibile. Ma ecco che due articoli indipendenti, pubblicati su “Nature Genetics” nel periodo delle vacanze natalizie, rendono più gustose le nostre giornate, in laboratorio e non solo. Nulla di piccante, anzi potremmo dire che le notizie scientifiche in questo caso sono molto dolci: sono stati infatti sequenziati i genomi del cacao (Theobroma cacao) e della fragola selvatica (Fragaria vesca).

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