In un uovo deposto 110 milioni di anni fa.

Sauropodi del genere Alamosaurus. (Cortesia: DiBgd)

La testa piccola, il collo allungato, la coda ancora più lunga e un corpo da 100 tonnellate in 40 metri di lunghezza: questi sono i sauropodi, il gruppo di dinosauriche forse più di tutti si avvicina all’idea che ognuno di noi ha di questi antichivertebrati terrestri, estinti circa 65 milioni di anni fa. Immaginiamo ora questo colosso dentro un uovo, deposto circa 110 milioni di anni fa nelle vicinanze dell’attuale deserto del Gobi, in Mongolia. Sì, perché il paleontologo Gerald Grellet-Tinner, del Field Museum di Chicago, ha identificato l’embrione completo di un sauropode, come descritto nell’articolo appena pubblicato su “Gondwana Research”.

Già l’anno scorso Grellet-Tinner aveva dimostrato che la regione vulcanica della Sanagasta, nella provincia argentina di La Rioja, rappresentava un’importante zona di deposizione delle uova di dinosauro. Infatti queste uova, come quelle di tantirettili, necessitavano per lo sviluppo dell’embrione soprattutto di umidità e di caldo: ecco che i geyser e le sorgenti idrotermali di quella zona probabilmente avevano egregiamente soddisfatto questi requisiti. E nonostante nel 2001 sia statodocumentato il ritrovamento in Argentina di alcuni piccoli fossili del cranio di sauropodi, l’embrione completo nella sua struttura appena scoperto da Grellet-Tinner è tutta un’altra storia.

“E’ stato eccezionale”, ha esclamato il paleontologo francese. L’uovo risale alCretaceo superiore, cioè a circa 110 milioni di anni fa. E’ quindi, secondo Grellet-Tinner, il più antico uovo di titanosauro mai scoperto. Infatti, sebbene questo specifico gruppo di sauropodi fosse molto rappresentato nella comunità dei dinosauri soprattutto nel Cretaceo, non sappiamo molto di loro. Fino a oggi erano stati ritrovati ossa delle zampe, vertebre, denti, alcuni frammenti ossei del cranio, ma nulla di più.

Tutto ha inizio negli Anni Sessanta, quando una spedizione scientifica sovietica ritrova un uovo di sauropode nel deserto della Mongolia. Per decenni probabilmente l’uovo è stato dimenticato in mezzo ad altri polverosi reperti fossili, finché è arrivato prima al National Science Museum di Daejeon, nella Corea del Sud, e poi sotto le lenti di un microscopio elettronico a scansione: dall’altra parte dello strumento c’era Gerald Grellet-Tinner. Il ricercatore, impiegando anche latomografia a neutroni, è riuscito a identificare un embrione completo di dinosauro sauropode all’interno di quell’uovo, dal diametro di soli 9 centimetri. “Fino a oggi non pensavamo che questi grossi animali deponessero uova così piccole”, puntualizza il paleontologo, che infatti ha stimato le dimensioni del sauropode adulto in circa 15 metri di lunghezza. Per intenderci, lo struzzo depone uova di circa 16 centimetri.

In verità alcuni paleontologi ritengono che sia impossibile definire con certezza latassonomia di quell’embrione usando le tecniche a disposizione. Steve Salisbury, dell’Università del Queensland a Brisbane, in Australia, sostiene che la somiglianza morfologica fra l’embrione e il sauropode adulto potrebbe essere solo una coincidenza. Infatti è noto che la forma delle ossa dei dinosauri cambiava nel corso del loro sviluppo. “Sarebbe veramente strano se l’embrione fosse la copia esatta dell’adulto, solo più piccolo ma senza alcuna differenza nella struttura ossea”, conclude categorico Salisbury. Comunque sia, immaginandoci che Grellet-Tinner se la sia già posta, anche a noi sorge ora spontanea la domanda: dov’è il fossile della mamma dinosauro?

(Roberto Insolia – Corriere del Ticino Web+)

Grellet-Tinner, G., Sim, C., Kim, D., Trimby, P., Higa, A., An, S., Oh, H., Kim, T., & Kardjilov, N. (2011). Description of the first lithostrotian titanosaur embryo in ovo with Neutron characterization and implications for lithostrotian Aptian migration and dispersion Gondwana Research DOI: 10.1016/j.gr.2011.02.007