settembre 2011


Svante Paabo (Cortesia Tom Stockill).

Un uomo che conosce bene l’evoluzione dell’Uomo.

L’Uomo di Neanderthal e Svante Paabo. Tutti conoscono il primo (almeno di nome), probabilmente non molti conoscono il secondo. Ma lui, il genetista venuto dalla Svezia, sa bene chi è l’Homo neanderthalensis, probabilmente meglio di tutti noi. Oggi cinquantaseienne al Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia, figlio del premio Nobel per la medicina Sune Bergström, fin da piccolo si è interessato a ciò che era vecchio, e dopo un dottorato in virologia è stato folgorato dalle mummie. Da lì il passo è stato (forse) breve nel “voler capire cosa ha di diverso l’Homo sapiens, cosa lo differenzia dal Neanderthal, cosa ha consentito a noi Uomini moderni di colonizzare tutto il pianeta, diventando quanto siamo ora”. (altro…)

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Alghe nel Mare dei Sargassi. (Cortesia Ocean Explorer/NOAA)

Un polverone di numeri e opinioni sul censimento delle specie presenti sulla Terra.

Stimare nel modo più corretto la biodiversità sul nostro pianeta: è quanto ha fatto l’ecologo Camilo Mora su PLoS Biology , dichiarando che 8,7 milioni di specie eucariotiche, con uno scarto di più o meno 1,3 milioni, sono presenti sulla Terra. E se lo stesso Mora ammette a un certo punto che la sua è una “curiosità scientifica”, questo non significa che il censimento terrestre sia una cosa di poco conto. Infatti, se qualcuno dallo spazio arrivasse sulla Terra, cosa ci chiederebbe come prima cosa? “Quanti siete? Quante forme di vita diverse ci sono sul vostro pianeta?”, dichiara sicuro lo zoologo Bob May, della University of Oxford.

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Cromosomi di cellule staminali aploidi. (Cortesia M.Leeb, A. Wutz).

Quando le cellule danno i numeri: un singolo set di cromosomi può aiutare a capire le funzioni dei geni. Soprattutto se ora conosciamo il gene che fa perdere qualche cromosoma alla cellula.

Il nucleo di ogni cellula di mammifero, essendo diploide, contiene solitamente una serie di cromosomi omologhi (2 set); ecco quindi che nell’Uomo abbiamo 22 paia di cromosomi omologhi non-sessuali, oltre a un paio di cromosomi sessuali, il tutto a dare i canonici 46 cromosomi. Uno di questi set cromosomici è ereditato dal padre, l’altro dalla madre; da questo deriva anche che i nostri geni sono presenti in duplice copia in ogni cellula. I cromosomi sono costituiti da DNA e proteine e quindi il loro codice genetico dice come ogni cellula deve essere e cosa deve fare.

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I microfossili , da cui forse è iniziato tutto (Cortesia D. Wacey/UWA).

Qual’è la “curiosità scientifica” di Camilo Mora, ecologo alla University of Hawaii, come da lui stesso dichiarato? E’ quella di stimare nel modo più corretto la biodiversità sul nostro pianeta, cioè il numero di specie presenti sulla Terra. Perciò ha messo a punto un nuovo metodo di predizione e su PLoS Biology dichiara che 8,7 milioni di specie eucariotiche, con uno scarto di più o meno 1,3 milioni, sono presenti sulla Terra (quindi, non ha considerato tutte le forme batteriche). Il nuovo approccio di valutazione della biodiversità messo a punto da Mora appare piuttosto logico: infatti è stato evidenziato come l’attuale stima ai livelli (taxa) più alti sia tutto sommato piuttosto affidabile; mentre scendendo nella gerarchia di classificazione ai livelli più bassi, per esempio a quello di specie, sembra che non ci sia limite alla scoperta di nuove specie. E’ stato quindi posto un ragionevole limite massimo al numero di taxa superiori, e da lì si sono stimato i numeri a seguire, nei livelli di classificazione inferiore.  (altro…)