Via Scoop.itMed News

Tanto è importante individuare precocemente un tumore quanto è trovarne i suoi punti deboli, per ottimizzare le terapie.
Attraverso le nuove tecnologie di sequenziamento del tessuto tumorale è possibile indagare le regioni codificanti (geni) del DNA, alla ricerca non solo delle singole mutazioni ma di specifici background genetici, in grado di conferire particolari caratteristiche (spiccata aggressività, resistenza a qualche farmaco) al tumore. Lo studio partito dal tessuto tumorale prostatico, cresciuto nel modello animale, è poi stato trasferito a due pazienti, rispettivamente con melanoma e tumore al colon. Oltre 20.000 geni sono stati sequenziati, partendo sia dal tessuto tumorale che da quello sano: è stato quindi possibili individuare specifiche alterazioni nel DNA, associate alle crescita tumorale.
Con un occhio ai costi, ai tempi di analisi e al reale impatto terapeutico, si pensa che entro 5-10 anni questo approccio possa essere applicabile al letto dei pazienti.
Via stm.sciencemag.org

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