Via Scoop.itMed News

L’ischemia cerebrale, detta ictus, rappresenta un’alterazione patologica del flusso vascolare che può compromettere, in modo più o meno transitorio e marcato, la funzionalità del nostro cervello. Si stimano nel mondo circa sei milioni di decessi all’anno per ictus, che è fra le principali cause di morte e di invalidità permanente. Nonostante i progressi nella diagnosi precoce, nella terapia farmacologica e nella successiva riabilitazione, l’ictus costituisce un problema medico e sociale molto grave, considerando anche il progressivo invecchiamento della popolazione. Diversi sono i meccanismi alla base di questa patologia, di cui uno dei più frequenti è l’occlusione improvvisa di un vaso arterioso che porta il sangue al cervello.
Nel più grande studio fino ad ora realizzato sull’ictus, sono stati analizzati i profili genetici di circa 10.000 persone di origine europea, affette da ictus ischemico, confrontandoli poi con la popolazione sana di controllo. I ricercatori hanno così confermato precedenti dati che avevano individuato alcune regioni cromosomiche legate al rischio di ictus. La novità viene dall’identificazione di
una variante genetica, comune nella popolazione e localizzata nel gene HDAC9, che si associa ad un aumentato rischio di sviluppare ictus.
Hugh Markus, coordinatore dello studio, sottolinea come “questa scoperta indichi un possibile nuovo meccanismo per l’insorgenza dell’ictus”. Ecco quindi che sarà importante nel futuro definire meglio il ruolo cellulare di questo gene, al fine di individuare farmaci per trattare in modo mirato la patologia. Per quanto riguarda la prevenzione nei soggetti sani, la conoscenza di un preciso profilo genetico di suscettibilità all’ictus, permetterà di monitorare in modo più attento i soggetti a rischio.
Via www.nature.com

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