Via Scoop.itMed News

In materia di gestione legislativa della conoscenza scientifica, attualmente negli Stati Uniti – che rappresentano il colosso mondiale nella produttività scientifica – la situazione è piuttosto delicata e complessa.
E’ sicuro che il poter leggere in modo totalmente libero tutti i dati scientifici di ogni progetto precedentemente finanziato pubblicamente, possa rappresentare un modo per “pubblicizzare” l’attività di ricerca, invogliando a finanziarne gli sviluppi, e avvicinando il mondo scientifico alla vita di tutti i giorni: questo è quanto ha guidato nel 2008 le decisioni del Congresso americano [ http://goo.gl/bNVWb ]. Tuttavia questa regolamentazione è stata recentemente messa in discussione da un disegno di legge [ http://goo.gl/yRbya ] che vuole impedire l’automatica diffusione dei dati scientifici, senza un consenso specifico degli autori delle ricerche e degli editori delle riviste scientifiche. Ecco quindi che questa diatriba va a intrecciarsi con l’attuale campagna The Cost of Knowledge, in merito agli elevati costi delle pubblicazioni scientifiche [ http://goo.gl/gqtLV ].
L’ultima, almeno per ora, evoluzione legislativa è rappresentata dal Federal Research Public Access Act che, in linea con quanto approvato nel 2008 dal Congresso, ribadisce l’obbligo di rendere pubblici entro un anno i dati scientifici delle ricerche finanziate dall’NIH, il corrispettivo americano del nostro Istituto Superiore di Sanità; tuttavia, “dove” questi dati debbano essere deposti è ancora una questione aperta.
Via www.taxpayeraccess.org

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