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Appena prima di compiere 98 anni, ci ha lasciato.
Premio Nobel per la Medicina nel 1975, ha svolto fondamentali ricerche in merito ai meccanismi d’azione dei virus tumorali nelle cellule animali: ha infatti dimostrato come un virus possa inserire i propri geni all’interno dei cromosomi della cellula ospite, conferendole le caratteristiche tumorali.
Nato a Catanzaro, si laurea in Medicina all’università di Torino e nel 1947 decide di trasferirsi negli Stati Uniti, per proseguire sulle sue ricerche. “Ci ritrovammo sulla stessa nave”, Dulbecco ricordava così l’incontro casuale all’inizio del viaggio con Rita Levi Montalcini, con la quale aveva studiato a Torino. “Facevamo lunghe passeggiate sul ponte parlando del futuro, e di quello che volevamo fare: lei con le sue idee sullo sviluppo embrionale e io con le cellule in vitro”.
Poi, “è stato uno dei primi fautori del Progetto di Sequenziamento del Genoma Umano, alla fine degli anni Ottanta, quando questa ricerca era considerata impraticabile per gli enormi costi e le difficoltà tecniche”, così viene ricordato da Paolo Vezzoni, suo collaboratore per lungo tempo negli Stati Uniti.
Renato Dulbecco ha sempre mantenuto uno stretto rapporto con l’Italia, anche in un modo molto spontaneo e ironico, tanto che nel 1999 ha condotto insieme a Fabio Fazio il Festival di Sanremo. Ma senza perdere di vista la ricerca: infatti, ha devoluto il suo compenso per finanziare il rientro in Italia dei nostri ricercatori trasferitisi all’estero, inaugurando un progetto che di fatto continua tutt’ora.
Via www.lescienze.it

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