Via Scoop.itMed News

Ormai è quasi passato un anno dal terremoto e successivo maremoto avvenuto al largo della costa giapponese di Tohoku che poi, a 160 km di distanza, ha portato all’esplosione nella centrale di Fukushima, uno dei più gravi incidenti nucleari del pianeta.
Il punto è che la nota e naturale redistribuzione delle tensioni superficiali e sottostanti alla crosta terrestre, può causare nuove – probabilmente meno forti – scosse sismiche. Questo scenario è rimarcato da alcuni ricercatori del Sol levante, che registrano un significativo aumento degli eventi sismici nella zona intorno a Fukushima: ben 24.000 registrati da marzo a ottobre 2011, rispetto ai 1.300 rilevati nei nove anni precedenti.
Un altro studio guarda poi alle conseguenze dirette delle radiazioni di Fukushima sulla popolazione locale di uccelli [ http://goo.gl/wwtBQ ], incrociando i dati con quelli dell’incidente nucleare di Chernobyl. Il sisma a Fukushima è avvenuto all’inizio del periodo riproduttivo dei volatili e questo può avere contribuito alla diminuzione del numero di volatili che hanno registrato i ricercatori. Tutte le 14 specie di uccelli, presenti sia a Fukushima che Chernobyl, hanno registrato significative riduzioni, comunque più marcate nella regione giapponese rispetto a quella russa. Anche se, sul lungo periodo, possiamo oggi dire che diverse specie hanno per sempre abbandonato i cieli di Chernobyl. Cosa succederà a Fukushima?
Via www.solid-earth.net

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