Via Scoop.itMed News

Abbiamo visto come uno dei traguardi della nanomedicina sia quello di creare sistemi di rilascio dei farmaci, che siano il più possibile mirati nei confronti delle cellule malate [ http://goo.gl/lG6Kn ]. Così come uno dei grossi problemi delle terapie antitumorali è spesso rappresentato dagli effetti tossici che si possono manifestare in tutto l’organismo, contribuendo di fatto al deperimento fisico a cui vanno incontro i pazienti.
Sono stati ora completati in modo molto positivo degli esperimenti su topolini affetti da un carcinoma cutaneo. Per prima cosa, le nanoparticelle di carbonio sono indirizzate solo verso le cellule malate, mediante l’impiego di un anticorpo altamente specifico [ http://goo.gl/tGI4Q ]; arrivate a destinazione, le nanoparticelle rilasciano il farmaco antitumorale, riducendo così gli effetti sulle cellule sane. Il passo successivo dei ricercatori sarà quello di definire i protocolli da applicare nei test clinici sull’uomo, principalmente per la cura dei tumori localizzati alla testa e al collo.
Via pubs.acs.org