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Sul fronte maschile abbiamo preso atto della buona salute del cromosoma Y [ http://goo.gl/wNpVf ]. Ora, con uno studio a livello molecolare viene gettata luce su quanto avviene appena dopo la fecondazione della cellula uovo da parte dello spermatozoo, confrontando parte del nostro patrimonio genetico con quello di Drosophila melanogaster, il comune moscerino della frutta.
Si è sempre pensato che l’importanza del patrimonio genetico dello spermatozoo fosse legata al DNA di origine paterna, in esso contenuto; ora invece sono stati studiati tutti gli RNA messaggeri, cioè quelle molecole che rappresentano il passaggio intermedio della trascrizione di un gene verso il prodotto finale proteico, dimostrando come le cellule riproduttive maschili non siano in realtà silenti dal punto di vista delle trascrizione. Anzi, alcune molecole di RNA messaggero vengono trasferite dallo spermatozoo alla cellula uovo fecondata, sia nell’Uomo che in Drosophila, rappresentando quindi un’ulteriore forma di informazione genetica di origine maschile che viene preservata e trasmessa; inoltre, queste molecole di messaggeri sono molto simili sia nei nostri spermatozoi che in quelli del moscerino. Questo aspetto è interessante, perchè la genetica ci insegna come tutto ciò che risulta conservato, in organismi anche molto diversi, solitamente riveste un ruolo importante nella cellula.
Ecco quindi che queste somiglianze genetiche, rendono il moscerino della frutta un potenziale modello, sebbene non sia un mammifero, per studiare a livello cellulare i meccanismi della riproduzione e delle prime fasi dello sviluppo embrionale. E chissà se e quanto questi RNA messaggeri sono “imprecisi”, rispetto alle sequenze stampo di DNA [ http://goo.gl/SSwtB ].

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