Via Scoop.itMed News

Il genoma delle nostre cellule è rappresentato da lunghe sequenze di DNA a doppio filamento che si avvolge su stesso e, con l’aiuto di specifiche proteine, va a costituire i 46 cromosomi. Dopo alcune indicazioni già prodotte negli anni passati, ora viene autorevolmente pubblicato che delle porzioni extra-cromosomiche di DNA, denominate microDNA, sono presenti nel nucleo delle cellule di Uomo e di topo. Alla base dell’esistenza di questo DNA “accessorio” potrebbe esserci il noto fenomeno dell’instabilità cromosomica, descritto anche nelle piante, attraverso il quale i cromosomi possono perdere dei frammenti, durante la replicazione del DNA; questi pezzettini di DNA non vengono rimossi, ma anzi si organizzano in modo circolare all’interno del nucleo, formando appunto i microDNA. Sembra che questi frammenti siano piuttosto corti – fra le 200 e le 400 basi – e, cosa importante, non siano costituiti da DNA ripetuto. Quindi, ogni cellula di uno stesso organismo, potrebbe sì avere lo stesso numero di cromosomi, ma una quantità ben più variabile di questi microDNA, creando quella condizione che in genetica viene detta di “mosaicismo”.
Con quali risultati sulla funzionalità della cellula stessa? Al momento questo non è noto. Solo caratterizzando in modo più approfondito le sequenze di questo DNA extra-cromosomico attraverso le nuove sofisticate tecniche di sequenziamento genomico, potremo nel futuro comprendere meglio questo fenomeno.

Via www.sciencemag.org

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