Via Scoop.itMed News

Abbiamo già visto quanto la scoperta della non completa “fedeltà” molecolare dei nostri RNA messaggeri abbia fatto notizia, e sia stata oggetto di approfondimenti e parziali rettifiche [ http://goo.gl/SSwtB ]. Tutto è partito l’anno scorso da un lavoro di un gruppo americano [ http://goo.gl/U7Z57 ], secondo il quale la trascrizione dell’informazione genetica da DNA a RNA può introdurre delle modifiche rispetto alla sequenza originale delle basi, ben più frequentemente di quanto finora noto. Risultava infatti che in oltre 10 mila punti del genoma la sequenza trascritta dell’RNA non corrispondesse a quella del DNA.
Quello che inizialmente sembrava essere un vero e proprio (catastrofico) errore molecolare, è stato ridimensionato nel corso di questi mesi; perchè in realtà le differenze nella trascrizione sono poco frequenti nelle regioni del DNA codificanti per le proteine, localizzandosi invece negli spazi fra un gene e l’altro.
Ma questo non è bastato a calmare la curiosità, e forse lo scetticismo scientifico, di molti ricercatori verso un meccanismo di errore più o meno grossolano, che in realtà potrebbe rappresentare un grosso rischio per ogni cellula, nel cui nucleo esso accada. Quello che al momento è l’ultimo atto di questa vicenda, vede la ripetizione delle analisi dei dati originali da parte di tre gruppi indipendenti. Le loro conclusioni sono concordanti, ma molto diverse da quelle di partenza: addirittura il 94% degli errori di trascrizione inizialmente riportati sembrano in realtà essere frutto di errori tecnici e metodologici di sequenziamento, con una conseguente marcata sovrastima di un fenomeno che, probabilmente esiste veramente, ma non è così frequente come ipotizzato un anno fa. Non ci resta che continuare a seguire l’evoluzione della ricerca su questo fronte.

Via www.nature.com