Via Scoop.itMed News

I cani soffrono di epilessia; è altresì noto che molti aspetti dell’organismo e della fisiologia dell’amico cane siano simili ai nostri; ecco quindi che la razza del Pastore Belga può diventare un importante modello animale per lo studio delle basi genetiche dell’epilessia, attraverso approcci sperimentali assolutamente non invasivi [ http://goo.gl/D8igv ].
Circa il 3% della popolazione umana è colpito, a vario grado e in differenti età, da epilessia: questa può avere una base genetica (idiopatica), oppure essere una manifestazione secondaria, riconducibile ad altre patologie del sistema nervoso; si ritiene che la genetica abbia un ruolo importante in quasi la metà dei casi di epilessia.

I ricercatori hanno quindi studiato 159 cani di razza Pastore Belga, sia dal punto di vista neurologico (risonanza magnetica ed elettroencefalogramma) che genetico (studio su tutto il genoma), confrontando i risultati con 148 cani sani. E’ stata così identificata un’alterazione genetica in omozigosi, nel cromosoma 37 canino, che si associa a un rischio 7 volte maggiore di sviluppare epilessia. Inoltre, un’ampia regione nel cromosoma 37 presenta alcuni geni, potenzialmente associabili a specifiche alterazioni neurologiche quali l’epilessia; i ricercatori sono quindi fiduciosi che attraverso successivi studi di sequenziamento genomico si possano individuare i precisi responsabili genetici dell’epilessia idiopatica che colpisce il Pastore Belga. Il passo successivo, alla luce delle somiglianze neurofisiologiche fra il cane e l’Uomo, sarà quello di confrontare quei risultati nei pazienti epilettici umani.

Via www.plosone.org