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Dopo gli studi sul recettore di crescita BDNF, responsabile della trasmissione del segnale di “sazietà” a livello dell’ipotalamo [ http://goo.gl/TbwWE ], sono ora presentati i risultati di un grosso studio su quasi 13.000 bambini, volto a identificare le basi genetiche dell’obesità infantile [ http://goo.gl/bo8OJ ].
E’ questa la prima ricerca che si concentra sui bambini in sovrappeso, ma senza alcuna altra patologia che ne possa spiegare la causa. Certamente gli stessi fattori di rischio (quali alimentazione e vita sedentaria) esistenti per l’obesità dell’adulto sono validi anche nel bambino, tuttavia studi sui gemelli hanno suggerito l’esistenza di qualcos’altro su base genetica. Lo studio, partito dal Children’s Hospital di Philadelphia, al momento ha confrontato il DNA di circa 5.530 bambini obesi con quello di 8.318 bambini con peso e indici di massa corporea (BMI) nella norma. Due geni in particolare (OLFM4 e HOXB5), fino a ora mai implicati direttamente nell’obesità, sono stati significativamente associati al rischio di essere sovrappeso, a partire dall’infanzia. Come sempre in questi casi, l’identificazione di nuovi geni correlati con il fenotipo di interesse – qui, l’obesità – rappresenta solo il primo passo: da ora, bisognerà confermare questi dati e capire cosa fanno realmente questi geni per portare in alcuni casi a un aumento patologico del peso corporeo.

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