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Tre anni fa il Progetto ENIGMA (Enhancing Neuro Imaging Genetics through Meta-Analysis), una collaborazione a livello mondiale nel campo della genetica e della neurologia, si era prefisso l’obiettivo di individuare i fattori genetici che influenzano le dimensioni del nostro cervello, fino a causarne atrofia, una caratteristica comune a diverse patologie quali la schizofrenia, la demenza e l’Alzheimer.
Allo scopo, in oltre 21.000 soggetti sani sono state valutate le dimensioni del cervello e l’attività dei centri della memoria, mediante risonanza magnetica; contemporaneamente, per ogni soggetto è stato creato un preciso profilo del suo DNA, in termini di varianti genetiche più o meno comuni presenti nel genoma [ http://goo.gl/BpNWt ]. I 200 scienziati del Progetto ENIGMA hanno quindi condiviso e confrontato tutti i dati a loro disposizione, arrivando a individuare delle varianti genetiche che si associano a significative differenze anatomiche nei centri dell’apprendimento e della memoria.
Lo scopo ultimo di questi studi – certamente ancora lontano da raggiungere – è quello da una parte di individuare preventivamente, attraverso un’analisi del DNA, quei soggetti a rischio di sviluppare delle malattie neurologiche, in modo da intraprendere precise misure preventive; dall’altro, una volta chiariti i meccanismi genetici di queste alterazioni funzionali, si potrebbero mettere a punto farmaci altamente specifici, per ridurre i sintomi.

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