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“E’ come se fosse una sorta di animale mitologico, ma di fatto è un nuovo virus che abbiamo appena scoperto”, esclama con una certa enfasi il virologo Ken Stedman della Portland State University. E’ infatti questo il risultato delle loro ricerche nelle acque calde e acide (dai 50 ai 95 °C, con un pH di 2,5) di un lago, nel Lassen Volcanic National Park della California.
E’ stato appena sequenziato il DNA di un virus che codifica per una proteina la cui sequenza era stata identificata fino ad ora solo in genomi virali a RNA. E’ questa quindi la prova dell’integrazione fra due genomi virali diversi, uno a DNA e uno a RNA, avvenuta nel corso dell’evoluzione, probabilmente in condizioni ambientali molto particolari quali potrebbero essere quelle delle pozze acide. Al momento nulla si sa riguardo ai meccanismi molecolari che potrebbero avere favorito l’integrazione fra questi due genomi; per esempio, si ipotizza che i due agenti virali, l’uno a DNA e l’altro a RNA, potrebbero avere infettato la stessa cellula e la “casule” presenza anche di un retrovirus avrebbe portato alla retro-trascrizione dell’RNA a DNA, con la conseguente ricombinazione con l’altro genoma a DNA.
Certo è che i virus sono gli organismi viventi più abbondanti sulla Terra e sono dotati di spiccate capacità di adattamento molecolare [ http://goo.gl/Vbb3n ]. La scoperta di questo nuovo virus ibrido DNA-RNA sottolinea le grandi potenzialità insite in questi genomi, tanto che “simili esempi di ricombinazione fra genomi differenti potrebbero rappresentare un’importante strategia evolutiva messa in atto dai virus”, ritiene Eugene Koonin, biologo evoluzionista al National Institutes of Health di Bethesda.

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