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L’ipertensione – cioè la pressione sistolica maggiore di 140 mm di mercurio e la diastolica maggiore di 90 mm – è un noto fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari. Essendo una patologia facilmente diagnosticabile, curabile e in buona parte prevenibile, ecco che concentra su di sé un grosso numero di ricerche scientifiche.
Al recente World Congress of Cardiology svoltosi a Dubai, sono stati presentati i risultati di uno studio durato oltre 9 anni su circa 6.000 persone, a partire dai 30 anni di età. Si conferma come la pressione alta vada di pari passo con i disturbi cardiovascolari, e in particolare chi soffre di ipertensione fra i 30-60 anni di età ha una probabilità superiore di andare incontro a problemi cardiovascolari, rispetto ha chi sviluppa l’ipertensione dopo i 60 anni.
Ecco quindi che se certamente è importante mantenere i livelli pressori normali a qualunque età, le grosse campagne di prevenzione pubblica devono rivolgersi in particolare alle persone di età intermedia, sulle quali può essere svolta una più efficace azione preventiva a medio-lungo termine. E’ noto infatti come l’abbassamento di 10 mm di mercurio della pressione diastolica possa dimezzare il rischio cardiovascolare.

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