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Uno studio appena pubblicato su una delle più prestigiose riviste scientifiche di medicina sostiene che ogni neonato dovrebbe essere sottoposto ad uno specifico esame per individuare possibili difetti cardiaci congeniti. Sebbene infatti alcune alterazioni strutturali del cuore possano essere individuate mediante ecografia intorno alla ventesima settimana di gravidanza, questo esame non offre delle garanzie assolute; inoltre questo tipo di patologie, che colpisce circa 1 neonato su 100, quando non diagnosticato correttamente, può addirittura essere fatale per il bambino.
I ricercatori inglesi hanno complessivamente rivalutato i risultati di 13 precedenti studi, arrivando ad analizzare circa 230.000 neonati. E’ così emerso che un semplice test, assolutamente non invasivo e in grado di misurare la quantità di ossigeno nel sangue, individua dopo 24 ore dalla nascita, il 75% dei neonati portatori di un difetto cardiaco. Soprattutto, il test – detto test ossimetrico – si dimostra affidabile, non suggerendo la presenza di un difetto, laddove poi con ulteriori esami questo si dimostra assente: ciò è fondamentale per evitare traumi e stress inutili ai genitori dei bambini esaminati.
I ricercatori ritengono perciò che il test ossimetrico debba entrare nella routine dei test di screening neonatali già approvati, alcuni dei quali sono specifici per malattie più rare dei difetti cardiaci congeniti. “Cosa importante, precedenti studi hanno dimostrato come il test ossimetrico sia vantaggioso in termini di costi per il sistema sanitario”, concludono i ricercatori.

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