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 Un recente studio ha analizzato il genoma di 132 individui appartenenti al gruppo etnico dei pigmei, per scoprire dei marcatori genetici che potessero associarsi con le particolari caratteristiche fisiche di questa popolazione; i pigmei sono infatti un’etnia presente nell’Africa equatoriale, i cui individui hanno una bassa statura (inferiore ai150 cm) e una ridotta aspettativa di vita (dai 15 ai 24 anni).

E’ stato così possibile individuare diverse regioni del genoma, potenzialmente associate alla bassa statura: in particolare, due geni – DOCK3 e CISH – hanno mostrato la più significativa correlazione con l’altezza fisica. Alquanto intrigante è il fatto che CISH sia un gene precedentemente coinvolto nella suscettibilità alle malattie infettive: ecco quindi che i ricercatori ipotizzano un’azione indiretta dell’ambiente africano in cui vivono i pigmei sul loro stesso genoma, al fine di avere un sistema immunitario più robusto.

Sappiamo che le aspettative di vita dei pigmei sono molto basse, ed è quindi opportuno per loro raggiungere presto la maturità sessuale, al fine di garantirsi la riproduzione: tanto che altre varianti genetiche, correlate in questo studio alla statura, sono legate anche alla regolazione degli ormoni, implicati nel metabolismo e nello sviluppo sessuale. Tutto questo suggerisce come la bassa statura possa non essere stato il primo “risultato” del processo di selezione, esercitato dall’ambiente sul genoma dei pigmei: in realtà si potrebbe trattare di un processo adattativo più globale, volto ad ottimizzare la fisiologia di questi individui al particolare clima dell’Africa equatoriale.

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