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Negli Stati Uniti, il Federal Research Public Access Act sta proseguendo il suo iter per l’approvazione attraverso il Congresso; lo scopo è quello di rendere completamente libero l’accesso ai dati scientifici delle ricerche finanziate con fondi pubblici, addirittura entro sei mesi dalla loro iniziale pubblicazione. E in Inghilterra, un parere favorevole sulla linea dell’open access è stato espresso dallo stesso ministro della Ricerca Scientifica, David Willets [ http://alturl.com/ygaa2 ].

Ora, i cittadini americani e non sono invitati a sottoscrivere una petizione on line, per sottoporre la questione direttamente al presidente Obama. C’è infatti fermento per questo spinoso aspetto dell’attività di ricerca; tanto che John Holdren, consulente personale del presidente in materia di scienza e tecnologia, sta portando avanti una serie di incontri con le amministrazioni e i sostenitori dell’open access scientifico [ http://alturl.com/sbuzy ]. Tutto questo sembra dimostrare una concreta sensibilizzazione al problema da parte delle alte sfere politiche, in realtà non solo negli Stati Uniti ma anche in Europa.

Intanto l’obbiettivo della petizione on line al presidente Obama è quello delle 25.000 firme; ne mancano poco meno di 5.000.

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