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“Le terapie antiretrovirali per tenere sotto controllo l’infezione da HIV sono ormai disponibili, e funzionano”, dichiara Françoise Barré-Sinoussi, presidente dell’International Aids Society [ http://goo.gl/H16Bd ]. Si stima infatti che attraverso l’impiego dei farmaci di ultima generazione il tasso annuale di mortalità per HIV sia sceso del 75% negli Stati Uniti, con oltre 700.000 vite salvate nel 2010 considerando l’impiego dei farmaci retrovirali anche nei paesi meno ricchi. Tuttavia prosegue Barré-Sinoussi, “ancora oggi meno della metà delle persone ammalate riesce ad assumere questi farmaci, per le condizioni socio-economiche in cui vive. Inoltre queste medicine hanno effetti collaterali e devono essere prese quotidianamente” [ http://goo.gl/mH5JF ].

Ecco quindi che alla conferenza internazionale AIDS 2012, attualmente in corso a Washington, si guarda al futuro con un approccio diverso, volendo ora trovare una cura definitiva e sicura contro l’infezione da HIV, che sia economica e accessibile dovunque nel mondo.

In realtà, ricercatori negli ultimi anni si sono concentrati sull’ottimizzazione delle terapie farmacologiche e sulla messa a punto di un vaccino per la malattia; solo pochi gruppi hanno portato avanti progetti mirati ad individuare “la cura” definitiva. La conferenza AIDS 2012 annuncia che è ora giunto il momento di aumentare gli sforzi, sia finanziari che nel numero di ricercatori coinvolti su questo fronte, per eradicare l’infezione da HIV nel mondo.

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