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Da una parte c’è l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che intende applicare il “testa e tratta”, per combattere l’HIV in Sud Africa, dove oltre 5 milioni di persone sono infette dal virus, e di cui circa 1 milione e seicentomila sono sintomatici: l’OMS si propone di testare annualmente l’intera popolazione del paese, ed iniziare una terapia immediatamente dopo avere contratto l’infezione, senza aspettare la comparsa di eventuali sintomi. Dall’altra c’è un modello matematico, sviluppato da due ricercatori americani, che ha messo alla prova la strategia dell’OMS. E dimostra che quella strategia potrebbe causare più danni che benefici. Secondo quanto propone l’OMS, si andrebbero a trattare ben oltre 1 milione e mezzo di persone, a fronte di costi sanitari enormi e con il rischio di selezionare ceppi resistenti di HIV, a una velocità ben superiore a quanto già succede oggi. “Il modello utilizzato dall’OMS per combattere HIV non è realistico”, sostengono i due ricercatori. Infatti precisano che “è sufficiente trattare ora quel milione e seicentomila persone già ammalate per riuscire quasi a eradicare l’infezione da HIV in Sud Africa, nell’arco di 40 anni”. “Non ci sono i soldi e le strutture adeguate per il progetto dell’OMS, almeno iniziamo a trattare quelle persone che realmente stanno male”, concludono i ricercatori.
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