ottobre 2012


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In vista del congresso annuale dell’American Heart Association http://goo.gl/wW3uD il Lancet, una delle più prestigiose riviste cliniche al mondo, si focalizza sulle aritmie cardiache. Per definizione, sono queste delle alterazioni del ritmo cardiaco normale, cioè lo stimolo elettrico generato dal nodo del seno che è alla base della contrazione del muscolo stesso. Viene rivista la fisiopatologia delle aritmie cardiache, l’approccio strumentale – in particolare l’ablazione cardiaca – che sembra essere più efficace di quello farmacologico, fino alle implicazioni relative alla morte cardiaca improvvisa. Come infatti ricorda John Camm, della St George’s University di Londra, i pazienti con aritmie cardiache possono non soffrire di alcun apparente disturbo e conducono una vita normale, fino a quando manifestano in modo assolutamente inaspettato e come primo evento patologico proprio l’arresto cardiaco, che può risultare fatale. Ecco quindi che uno dei principali obiettivi della ricerca cardiologica attuale è quello della più precoce diagnosi delle aritmie cardiache, per poi sviluppare gli approcci terapeutici più efficaci, che in alcuni casi possono essere salva-vita.
See on www.thelancet.com

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In Italia InfluNet, il bollettino settimanale che raccoglie i dati sull’epidemiologia delle sindromi influenzali, è coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con il Centro Interuniversitario per la Ricerca sull’Influenza, con il contributo dei medici di base e dei pediatri. La Weekly Influenza Surveillance Overview http://goo.gl/L4MUi è invece il report prodotto dalla piattaforma TESSy (The European Surveillance System), in merito ai dati sulle malattie infettive nei 27 Paesi dell’Unione europea.  EuroFlu http://goo.gl/2EWak è il bollettino settimanale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): gli stessi dati TESSy sono integrati con quelli provenienti dai Paesi al di fuori dell’Unione europea  ma appartenenti al gruppo dell’OMS-Europa.
See on www.iss.it

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Per l’inverno 2012/13 è prevista un’influenza piuttosto aggressiva sul piano epidemiologico, che metterà a letto circa 4-6 milioni di italiani. Ne saranno responsabili il virus A (H1N1) – quello che nel 2009 aveva causato circa 300.000 decessi http://goo.gl/IlPfB – il virus A (H3N2) e alcuni ceppi del virus B. Attualmente, a seguito di difetti qualitativi nella produzione di alcuni vaccini, è stato vietato a scopo cautelativo la somministrazione degli stessi http://goo.gl/thMv2 Questo comporta al momento una disponibilità sul mercato di dosi numericamente inferiore rispetto a quella richiesta dalla popolazione; di fatto quindi sarà ci si potrà vaccinare un po’ più in ritardo ma, secondo i medici questo non sarà un problema. Anche vaccinandosi nel mese di novembre si avrà un’efficace copertura contro l’influenza.  Come sempre quindi, rimane l’indicazione alla vaccinazione per tutti i malati fragili o con patologie croniche importanti e per chi ha più di 65 anni.
See on www.cdc.gov

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In principio – almeno per quanto riguarda il web – c’è stato “Darwin online” http://goo.gl/AGWF ma ora anche Alfred Russel Wallace (1823-1913), il naturalista co-scopritore della teoria dell’evoluzione http://goo.gl/p5Mb7 ha un portale dedicato – “Wallace online” – dove si possono consultare le sue pubblicazioni, i manoscritti, e osservarne le illustrazioni. Visitateli entrambi: l’evoluzione è un processo lento, così come merita di essere la consultazione di queste due bellissime risorse web.
See on people.wku.edu

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Talvolta può accadere, in una vena profonda, che un gruppo di piastrine si aggreghi a seguito della presenza di fibrina, formando un trombo (tromboembolismo venoso); c’è quindi il rischio che si possano staccare dei frammenti del trombo che vanno a fermarsi nel circolo polmonare, causando la temuta complicanza dell’embolia polmonare. E’ noto come i pazienti allettati a seguito di gravi traumi siano ad alto rischio di tromboembolismo venoso; una delle sfide terapeutiche più importanti per i medici è infatti quella di trovare la profilassi migliore – dall’assunzione di anticoagulanti, alla compressione degli arti inferiori – per prevenire queste complicazioni nei pazienti a più alto rischio. A partire dal 2008, presso la Johns Hopkins Medicine di Baltimora è attivo un protocollo decisionale, in merito alla prevenzione del tromboembolismo venoso, che attraverso la compilazione di una checklist informatizzata aiuta il medico a scegliere il migliore supporto terapeutico nei pazienti traumatizzati. E i risultati appena pubblicati su 1599 pazienti sono confortanti: se i casi di embolia polmonare sono rimasti pressochè costanti, si è invece registrata una riduzione del 90% dei casi di tromboembolismo venoso agli arti inferiori. Il programma informatico è stato già messo a punto, certamente si dovrà ampliare la casistica per confermarne l’efficacia, ma poi i costi per un’eventuale introduzione dello stesso nella pratica clinica quotidiana potranno essere minimi, a fronte di enormi vantaggi in termini di salute pubblica.
See on archsurg.jamanetwork.com

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E’ noto come l’arsenico sia letale per quasi tutti gli organismi; tanto che la presunta scoperta nel 2010 di un batterio che addirittura conteneva nel proprio DNA questo elemento al posto del fosforo aveva destato enorme scalpore http://goo.gl/U7b7I Sono stati ora presentati i primi risultati ottenuti da alcuni ricercatori che da tempo studiano le popolazioni di quei villaggi sulle Ande argentine, dove l’acqua contiene alti livelli di arsenico. Da migliaia di anni queste popolazioni ingeriscono quantità potenzialmente tossiche di arsenico, senza apparentemente accusare alcun effetto: questo potrebbe essere legato a una specifica variante genetica del gene AS3MT, il principale responsabile del metabolismo cellulare dell’arsenico. Questa specifica variante è infatti molto più comune nella popolazione dei villaggi argentini con l’acqua ricca di arsenico, rispetto ad altre popolazioni rurali del Perù, dove invece questo elemento è pressoché assente nell’acqua.  Se i dati saranno confermati, tutto questo rappresenterebbe uno dei pochi esempi – fin’ora noti nello scenario dell’evoluzione Umana – di adattamento alle tossine ambientali.
See on ehp.niehs.nih.gov

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In Italia, più di quattro adulti su dieci sono in eccesso ponderale (cioè in sovrappeso oppure obesi); questa condizione è più comune con l’avanzare dell’età ed è più frequente negli uomini. Sebbene a più della metà delle persone in eccesso ponderale il medico abbia consigliato di sottoporsi a una dieta, tuttavia l’attenzione degli operatori sanitari è principalmente rivolta alle persone obese e meno a quelle in sovrappeso. È quanto emerge dall’ultimo rapporto di sorveglianza nazionale Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia). Il sovrappeso e l’obesità sono di per sè fattori che aumentano il rischio di morte prematura; inoltre sono quasi sempre associati a ridotta attività fisica e ipertensione, con effetti ancora più dannosi per la salute http://goo.gl/IgQQk Si veda anche Il Progetto Cuore http://goo.gl/jYbOl
See on www.epicentro.iss.it

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