See on Scoop.itMed News

I metodi tradizionali per la produzione dei vaccini prevedono l’impiego degli stessi microorganismi patogeni – spesso attenuati oppure uccisi – per indurre la risposta immunitaria dell’ospite; tuttavia questo approccio non è privo di pericoli, soprattutto nel caso dei microorganismi attenuati, così come le modalità di trasporto e conservazione degli stessi vaccini possono influenzarne l’efficacia finale. Ora, un gruppo internazionale coordinato dal Dipartimento di Bioscienze dell’Università di Milano ha impiegato l’innovativa vaccinologia strutturale, con la quale non si parte più dal patogeno, ma da indagini genomiche, proteomiche e computazionali per produrre vaccini più sicuri, più efficaci e più stabili. Con questo approccio i ricercatori hanno isolato un antigene proteico – promettente bersaglio per un futuro vaccino – del batterio Burkholderia pseudomallei responsabile della meloidosi, una malattia endemica nelle zone tropicali del sud-est asiatico. “Manca ancora un passaggio per avere il vaccino, tuttavia si tratta del primo studio che dimostra le potenzialità della vaccinologia strutturale”, annuncia Martino Bolognesi, responsabile del progetto.
See on www.cell.com

Annunci