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I metodi tradizionali per la produzione dei vaccini prevedono l’impiego degli stessi microorganismi patogeni – spesso attenuati oppure uccisi – per indurre la risposta immunitaria dell’ospite; tuttavia questo approccio non è privo di pericoli, soprattutto nel caso dei microorganismi attenuati, così come le modalità di trasporto e conservazione degli stessi vaccini possono influenzarne l’efficacia finale. Ora, un gruppo internazionale coordinato dal Dipartimento di Bioscienze dell’Università di Milano ha impiegato l’innovativa vaccinologia strutturale, con la quale non si parte più dal patogeno, ma da indagini genomiche, proteomiche e computazionali per produrre vaccini più sicuri, più efficaci e più stabili. Con questo approccio i ricercatori hanno isolato un antigene proteico – promettente bersaglio per un futuro vaccino – del batterio Burkholderia pseudomallei responsabile della meloidosi, una malattia endemica nelle zone tropicali del sud-est asiatico. “Manca ancora un passaggio per avere il vaccino, tuttavia si tratta del primo studio che dimostra le potenzialità della vaccinologia strutturale”, annuncia Martino Bolognesi, responsabile del progetto.
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Le patologie a carico delle coronarie, insieme alla loro principale complicanza – l’infarto cardiaco, rappresentano una delle principali cause di morte nel mondo, tanto che ad esse sono imputabili circa un quinto dei decessi fra i maschi adulti. Dopo la presentazione al recente congresso della American Society of Human Genetics http://goo.gl/2MZdo ecco ora pubblicato lo studio, frutto di una collaborazione di circa 170 ricercatori, che ha indagato le basi genetiche delle coronaropatie in oltre 190.000 individui http://goo.gl/umUTG Oltre ai già noti geni del metabolismo dei grassi, “certamente uno dei risultati più interessanti dello studio è che alcuni individui possono avere un rischio maggiore di sviluppare una patologia coronarica, perchè portatori di specifiche variante nei geni coinvolti nei processi infiammatori”, puntualizza Themistocles Assimes, uno dei coordinatori dello studio presso lo Stanford’s Department of Medicine.
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“Io esisto” è lo slogan Telethon della raccolta fondi 2012 per la ricerca. Quest’anno la campagna sarà presente anche nelle scuole, attraverso un’iniziativa concordata con il Miur: “Scaricando da internet dei programmi appositamente creati, gli insegnati potranno infatti presentare agli studenti degli aspetti didattici in merito alla ricerca scientifica”, spiega il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo. Inoltre Facebook, attraverso l’applicazione Faccia da Telethon http://goo.gl/NP8TD pubblicherà online le foto e le testimonianze di pazienti e ricercatori, tutti sostenitori della fondazione. Per offrire un contributo alla ricerca sulle malattie genetiche rare, si può donare on line sul sito web http://goo.gl/POxZc oppure inviando un sms al 45507 con il costo di 2 Euro.
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Zero nuove infezioni da HIV; zero morti per malattie legate all’Aids; zero discriminazione sociale. Questi sono gli obiettivi che la comunità scientifica e i governi mondiali si prefiggono di raggiungere entro il 2015. La strada è ancora lunga e certamente difficile, tuttavia l’ultimo rapporto annuale “UnAids report on the global Aids epidemic – 2012” http://goo.gl/Aphel annuncia una riduzione di oltre 700 mila nuovi casi di infezioni da HIV registrati nel 2011 rispetto al 2001.  Nel mondo circa 34 milioni di persone convivono con l’infezione, e circa lo 0,8% di loro ha un’età compresa tra i 15 e 49 anni. L’Africa sub-sahariana si conferma la regione più colpita con circa il 5% della popolazione infetta; ma anche lì, grazie alle strategie di prevenzione e al miglioramento delle cure, negli ultimi sei anni la mortalità per Aids è diminuita di un terzo.
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E’ stata svelata la struttura proteica tridimensionale che contiene il genoma dei virus influenzali. Oltre al gruppo spagnolo coordinato da Jaime Martín-Benito, anche quello di Ian Wilson http://goo.gl/pCgq0 ha infatti studiato le ribonucleoproteine, cioè il complesso di RNA e proteine che caratterizza la parte più interna di un virus. Tra le varie proteine, un ruolo fondamentale è esercitato dalla polimerasi, enzima coinvolto nei processi di replicazione dell’RNA virale e quindi di diffusione dell’infezione. Attraverso la microscopia elettronica, è stato possibile seguire la replicazione virale e le modifiche che avvengono a livello delle ribonucleoproteine, passo fondamentale per comprendere i meccanismi con i quali i virus influenzali infettano le nostre cellule, provocando poi i ben noti sintomi.
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Ecco i risultati del concorso annuale della National Science Foundation per raccontare La scienza attraverso le immagini http://goo.gl/Ts3mp Le votazioni pubbliche si sono svolte nelle seguenti categorie: giochi e applicazioni, video, fotografie, illustrazioni, poster e grafici.
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Ferrarelle Social Release…

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