“Ho molti dubbi sulla qualità delle ricostruzioni che sono state fatte”; e ancora, “le osservazioni non mostrano un aumento delle temperature nella troposfera tropicale…”. Questo sembra essere il tono di oltre 5 mila nuovi messaggi, scambiati fra ricercatori e climatologi, tutti piuttosto scettici riguardo al tanto acclamato riscaldamento globale ma tuttavia propensi a calcare la mano sulla sua gravità. Forse, lo potremmo definire il Climategate 2,

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Organismi patogeni ci hanno dato una mano nella nostra evoluzione

Gran parte della variabilità genetica del nostro genoma è dovuta al succedersi di mutazioni neutrali a carico del DNA; accanto a questo fenomeno vi è anche un processo di selezione naturale che prevede l’adattamento genetico dell’uomo a specifiche condizioni ambientali.

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Piantine di Arabidopsis thaliana sono monitorate dai ricercatori. (Cortesia Judith Roe).

Come una piantina può geneticamente adattarsi ai cambiamenti climatici.

Le stagioni non sono più quelle di una volta; tant’è che il riscaldamento globale, detto antropico perchè in buona parte causato da alcuni nostri stili di vita, è un dato di fatto. E che l’innalzamento delle temperature e comunque dei cambiamenti climatici significativi possano incidere sulla vita di molte specie viventi è cosa altrettanto nota. Tuttavia gli animali hanno un certo vantaggio rispetto alle piante: fra i vari adattamenti a cui possono andare incontro, c’è anche quello di potersi fisicamente spostare, alla ricerca di un habitat più congeniale. E’ lo stesso motivo per cui, in un’ottica ben più vasta la specie Homo sapiens, una delle tante presenti sulla Terra, guarda con interesse ad altri pianeti del sistema solare. Ma ora stanno emergendo delle buone notizie in merito alle capacità adattative rispetto ai cambiamenti climatici, proprio da parte delle piante. (altro…)